Il vetro stratificato rappresenta una delle soluzioni più diffuse e apprezzate per garantire allo stesso tempo sicurezza e resa estetica.
Alla base della realizzazione di questo materiale ci sono tecnologie e competenze estremamente specializzate, ad esempio le conoscenze necessarie per effettuare la scelta della pellicola intercalare. Questa è infatti l’elemento che unisce due o più lastre di vetro in un unico “sandwich” compatto.
Non tutte le pellicole, però, hanno le stesse caratteristiche. Le due tipologie più utilizzate sono il PVB (Polivinilbutirrale) e l’EVA (Etilene Vinil Acetato). Entrambe garantiscono protezione e affidabilità, ma con proprietà diverse che le rendono adatte a contesti differenti.

La “decana” delle pellicole: il PVB
Possiamo considerare il PVB (Polivinilbutirrale) come il materiale per intercalari più diffuso e storicamente il primo a essere stato impiegato nei vetri stratificati. Si tratta di una pellicola plastica trasparente con spessore variabile (da 0,38 mm in su, a seconda che il vetro stratificato sia o meno temprato), disponibile anche in versione colorata o acustica, vale a dire specifica per il contenimento dei rumori.
L’applicazione della pellicola alle lastre di vetro avviene in autoclave: le lastre di vetro, con la pellicola PVB in mezzo tra loro, vengono sottoposte a pressione e calore controllati, fino a ottenere una fusione completa tra vetro e intercalare. Così si garantiscono le performance di sicurezza del vetro.
I principali vantaggi del PVB sono:
- Sicurezza passiva: in caso di rottura, i frammenti di vetro restano attaccati alla pellicola, riducendo il rischio di caduta per le persone e di esplosione delle schegge.
- Protezione dai raggi UV: il PVB blocca oltre il 99% delle radiazioni ultraviolette, proteggendo ambienti e arredi da effetti come lo scolorimento dei tessuti o dei materiali.
- Versatilità estetica: la pellicola può essere realizzata in versione trasparente, opaca, colorata o con effetti decorativi.
- Comfort acustico: le versioni speciali “acustiche” degli intercalari riducono sensibilmente la trasmissione dei rumori.
In generale, il PVB resta insostituibile per industria e artigianato: la sua duttilità lo rende facile e soprattutto veloce da tagliare caratteristica irrinunciabile per le produzioni basate sulla quantità come vetrocamera e vetri di sicurezza per serramenti.
L’importante è che i suoi bordi restino sempre ben protetti, perché il PVB è molto sensibile all’umidità e la trasmissione del vapore acqueo derivante dall’atmosfera può causare su bordi e angoli le cosiddette “ragnatele” ovvero piccole sacche di delaminazione, antiestetiche ma non pericolose ai fini della sicurezza.
Un altro elemento che rende il PVB poco adatto ad ambienti e prodotti per l’esterno con bordi a vista è l’ossidazione. Infatti, appena lavorato l’intercalare risulta morbido, facile da pulire e trasparente, ma col passare del tempo l’ossidazione lo ingiallisce, lo rende duro e se non viene perfettamente rifilato le sue sbavature possono risultare fastidiose al tatto o addirittura taglienti.
Ovviamente a lungo andare queste caratteristiche del PVB si sono rivelate incompatibili con la valorizzazione dei prodotti oggi più ricercati, come parapetti e pensiline in vetro. II problema si risolve grazie all’EVA e a chi come noi di Vetritalia ha valorizzato e spinto questo prodotto, diventato oggi una soluzione sicura e importante per ottenere i risultati migliori.

Che cos’è l’EVA?
Un’alternativa particolarmente diffusa per la realizzazione di vetri stratificati è l’utilizzo di pellicole in EVA (Etilene Vinil Acetato). Si tratta di un polimero termoplastico con proprietà adesive e di incapsulamento.
Rispetto al PVB, questo polimero viene utilizzato soprattutto in applicazioni architettoniche dove è richiesta particolare resistenza all’umidità, agli agenti atmosferici o l’incorporazione di materiali decorativi: le caratteristiche dell’EVA sono infatti diametralmente opposte a quelle del PVB.
L’EVA è durissima da ritagliare una volta laminata quindi non è adatta alla produzione industriale ma soprattutto rispetto al PVB ha una ben più alta soglia di resistenza all’umidità, al punto che potrebbe lavorare perfettamente anche immersa nell’acqua.
Ancora oggi c’è chi pensa che l’EVA sia una seconda scelta, un piano B, un ripiego economico… Niente di più sbagliato: la prima azienda a sviluppare l’EVA secondo determinate caratteristiche e aa diffonderla sul mercato della laminazione fu la giapponese Bridgestone, proprio negli anni d’oro in cui deteneva il monopolio della Formula 1. All’epoca si parlava di costi tripli rispetto al PVB, oggi invece grazia alla domanda crescente il prezzo si è ridotto, ma l’EVA rimane sempre un po’ sopra al PVB, perché i suoi punti di forza in termini di qualità sono rimasti intatti e i suoi pochi difetti sono completamente spariti rispetto a quando è stata lanciata sul mercato.
Il processo di applicazione per le pellicole in EVA avviene tramite forni a vuoto o sistemi a pressione che consentono all’EVA di fondersi con il vetro senza bisogno di autoclave.
I principali vantaggi dell’EVA sono:
- Resistenza all’umidità: la pellicola non assorbe acqua e di conseguenza mantiene le prestazioni anche in ambienti o in zone ad alta umidità.
- Durabilità all’aperto: assicura un’ottima stabilità agli agenti atmosferici, quindi è ideale per installazioni outdoor.
- Versatilità decorativa: un vetro stratificato con pellicola in EVA può inglobare tessuti, reti metalliche, stampe o altri materiali tra le lastre, dando una grande versatilità di design.
- Stabilità ottica: la pellicola in EVA garantisce trasparenza e assenza di ingiallimento nel tempo.
L’EVA è quindi essenziale per la realizzazione di parapetti esterni, facciate ventilate, coperture, box doccia, arredi in vetro decorativo e in tutte le situazioni in cui il vetro è esposto a condizioni ambientali particolari o richiede un impatto estetico innovativo.
Vetritalia è stata, se non la prima, sicuramente fra le prime realtà ad indirizzare la sua produzione sull’EVA come intercalare di laminazione alternativo al PVB quasi vent’anni fa. Una scelta fatta per valorizzare l’uso dei vetri temperati a bordo completamente scoperto in ambiente esterno: in questo siamo stati dei pionieri, sperimentando, fallendo, innovando fino a diventare oggi massimi esperti in materia. Questo perché già vent’anni fa avevamo compreso che il futuro del vetro temprato stratificato sarebbe stato quello che effettivamente è diventato oggi.
Vetrate, parapetti e pensiline ieri erano una nicchia di mercato, e oggi invece sono fra gli elementi più richiesti. Questo è anche merito dell’EVA e dei suoi pionieri.
La nostra produttività e il nostro parco macchine sono cresciuti con la domanda di prodotti di questo tipo. Oggi siamo in grado di rispondere alle richieste con tempistiche e produttività simili a quelle garantite per il PVB, annullando di fatto ogni gap e ogni piccolo vantaggio si potesse trarre da un prodotto meno qualitativo e prestante. Infatti possiamo darti il massimo in tempi brevissimi, senza alcun tipo di compromesso.

Un confronto tra PVB ed EVA (e non solo)
Entrambe queste tipologie di pellicola per vetro stratificato rispondono ai requisiti della norma UNI 7697:2021 per la sicurezza nelle applicazioni vetrarie. Tuttavia, il loro comportamento varia in base al contesto. Riassumendo:
- Il PVB è la scelta più comune e consolidata per applicazioni standard in industria e artigianato, dove quantità e velocità sono le caratteristiche principali della produzione.
- L’EVA offre vantaggi in condizioni ambientali difficili e in progetti che richiedono alta personalizzazione decorativa o esposizione costante all’umidità: garantisce i risultati migliori per vetrate, parapetti e pensiline, assicurandone resistenza e resa estetica.
Oltre a PVB ed EVA, esistono anche altre pellicole meno diffuse ma che possono comunque essere utilizzate per i vetri stratificati:
- SGP (SentryGlas®): intercalare ad alte prestazioni meccaniche e resistenza eccezionale, utilizzato per grandi facciate strutturali e parapetti soggetti a forti carichi.
- Intercalari acustici multistrato: versioni evolute di PVB che massimizzano l’abbattimento del rumore.
- Pellicole decorative speciali: includono film colorati, satinati o con effetti particolari per applicazioni di design.
Quale pellicola scegliere? Non esiste una risposta univoca. Ogni progetto ha esigenze specifiche che determinano quella che sarà la scelta migliore.
Affidarsi a un partner esperto come Vetritalia significa ricevere consulenza tecnica e la certezza che ogni vetro stratificato venga realizzato nel rispetto delle norme europee e delle certificazioni di sicurezza: garantiamo infatti la massima conformità dei nostri prodotti e la marcatura CE su tutti i vetri stratificati, temprati e temprati stratificati per l’edilizia e l’arredamento.
Inoltre, siamo per i nostri clienti un referente unico e certificato che si occupa di:
- rilievo delle misure;
- realizzazione del progetto in conformità alle normative;
- coordinamento delle realtà coinvolte nel progetto per assicurarsi che tutte le informazioni importanti vengano comunicate;
- consegna in cantiere o in azienda con puntualità.
Possiamo realizzare ogni tua idea in vetro!
Chiamaci e ti diremo tutto quello che possiamo fare per te.
